10 novembre 2009

Cinque domande a Lucilla Agosti



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Milanese di nascita, Lucilla Agosti è attrice, conduttrice televisiva e radiofonica. Al cinema l'abbiamo vista in "La febbre" (2005), di Alessandro D'Alatri, "Il mercante di pietre" (2006), di Renzo Martinelli, e "Il seme della discordia" (2008), di Pappi Corsicato. Ai microfoni ha condotto, su Radio Monte Carlo, "RMC Magazine" insieme a Max Venegoni. Fra i mille lavori televisivi ricordiamo invece "Buona la prima" con Ale e Franz (Italia 1) e il "DopoFestival" al Festival di Sanremo 2008 dove ha affiancato Elio e le Storie Tese. Su All Music è stata protagonista del comedy-talk "Bionda anomala". Ancora in Rai, ma sulla seconda rete, ha condotto "Italian Academy 2", mentre al momento è impegnata con Alessandro Rostagno alla guida di "Scalo 76 Talent", show dedicato alla caccia di nuovi talenti in varie forme di spettacolo e intrattenimento.


Come si prepara per un viaggio?
Per scegliere la meta solitamente sfoglio riviste di viaggio finché non trovo un luogo che mi comunichi qualcosa in quel momento. Una volta scelta la destinazione cerco poi di informarmi su ogni aspetto geografico e culturale. Ad esempio ho una vera passione per le carte geografiche, mi piace calcolare le distanze, trovare i percorsi migliori, organizzare gli spostamenti con i trasporti locali. Ecco, una parte fondamentale della mia preparazione è svolta in questo modo. Ovviamente uso anche altri "strumenti" come ad esempio le guide di viaggio più specializzate, dalla Lonely Planet alla Guide du Routard.

Cosa non dimentica mai di mettere in valigia?
Quello che veramente non manca mai è un libro. Magari non necessariamente a tema col mio viaggio, ma la lettura è per me davvero importante. Un'altra cosa, assolutamente pratica, sono i miei pantaloni thailandesi: comodi, ampi e... colorati.

Il viaggio che ricorda di più e che porta nel cuore
Ne cito due e per motivi diversi. Ricordo il viaggio in Laos, il primo che ho fatto da sola, perché - proprio per questa ragione - ho assaporato un diverso scorrere del tempo. Quando sei solo in viaggio gestisci il tempo in modo più personale. Un altro viaggio importante è stato poi l'ultimo che ho fatto, in Madagascar. Su quell'isola ho provato un senso di serenità assoluta. Nei volti dei malgasci posso dire che ci sia il sapore di questa nazione: africana, ma non del tutto e anche molto orientale per le influenze avute in passato.

La colonna sonora ideale per questi due viaggi?
Penso che ogni musica vada bene in qualsiasi luogo perché collegata a un percorso interiore. Però faccio anche delle eccezioni. in Marocco ad esempio ho provato la sensazione di accoppiare uno stile a un paesaggio, pur con le dovute libertà. Infatti ascoltavo un tris di gruppi americani: I Woven Hand, i Calexico e i Giant Sand. Soprattutto i primi due, originari dell'Arizona, richiamavano nel loro sound paesaggi desertici. Certo altre sabbie in un altro continente, ma l'atmosfera era perfetta.

Il cibo più particolare che ha assaggiato
Io sono curiosa per natura e anche nella cucina cerco di assaggiare di tutto. Però una volta ho perso un'occasione di arricchimento e ancora me ne pento. Ero in Cambogia e al mercato della capitale, Phnom Penh, vendevano ragni giganteschi che i locali mangiavano con aria soddisfatta. Ecco, io non ce l'ho fatta, ma poi ho anche pensato che noi mangiamo i granchi, crostacei con zampe sporgenti, non molto lontani nell'aspetto da un ragno. In Madagascar ho assaggiato anche lo spezzatino di pipistrello.

Foto di Fabrizio Marchesi per Photomovie
Trucco e capelli di Rosita Grazioli per Pois
Abito di Parosh

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