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SIVIGLIA - Incappucciati, fiori e misteri. La Settimana Santa è un rito imperdibile in tutta l'Andalusia, specialmente a Siviglia. L'intera città si trasforma per questa tradizione religiosa e folkloristica che diventa anche una festa collettiva, tra solennità e fervore. Dovunque i balconi delle case si vestono di drappi colorati, le strade si rimpiccioliscono per far posto alle transenne e alle panche, i marciapiedi sono decorati da milioni di composizioni floreali. A Siviglia, la Settimana Santa è uno degli eventi più importanti: la sua origine risale probabilmente al XIV secolo. Le 57 confraternite della città fanno una processione di penitenza per le strade, andando dalla loro chiesa fino alla Cattedrale e viceversa, cercando il percorso più breve possibile come decretato dall'ordinanza del Cardinale Nino de Guevara nel XVII secolo.
Dalla Domenica delle Palme al giorno di Pasqua sfilano gli abitanti di Siviglia accompagnando le immagini in processione relative alla Passione di Cristo. Alcuni sivigliani recitano il ruolo di Nazareno: portano in coreto ceri o insenge, indossano una tunica e hanno il volto coperto da una maschera e un cappuccio. Sono un tantinello lugubri, ricordano il Ku Klux Klan, il cappuccio ha sole le fessure per gli occhi perchè l'identità della persona deve essere nota solo a Dio. Per fortuna i cittadini sono abituati a giocare con questo rituale, al punto che nelle pasticcerie si trovano molti incappucciati di cioccolato o marzapane. Sicuramente sono il simbolo più vistoso delle processioni, già in sé molto coreografiche. Accanto ai nazareni, sfilano bande musicali che suonano gli inni delle confraternite, portatori di croci, turiboli con l'incenso e ceri, penitenti vestiti come i nazareni ma senza il cappuccio che stanno dietro alla statua del Cristo e camminano scalzi (un modo per compiere un voto). Al centro, il Mistero del Cristo: ovvero l'immagine e la portantina dove si trova la Statua di Gesù e può essere formata da uno o più personaggi che rappresentano un passaggio della Passione.
Normalmente la maggior parte delle confraternite porta in scena due misteri, uno con il Cristo e le scene della Passione, Morte e Resurrezione, l'altro con la Vergine Maria. A volte si arricchiscono di altri misteri riguardanti l'Ultima Cena, la Trinità, l'Amore. Ma per i sivigliani la parte più importante di tutta la processione è il Palio, o meglio il Mistero della Vergine. Gli abitanti possono aspettare ore in un posto strategico pur di veder passare la "loro" Vergine che per ogni Confraternita è differente, unica e speciale. Al contrario del Cristo che ha diverse rappresentazioni, le immagini di Maria inscenano tutte lo stesso momento della storia: ovvero la Madre che piange la morte del figlio. Cambiano i piccoli dettagli, ai quali i sivigliani tengono in modo particolare ma che il profano spesso non nota. Quello che è evidente, invece, è il manto: l'enorme stola di tessuti nobili parte dal capo della Vergine e si estende fino ad un supporto rigido. Il drappo è sostenuto da pali, a volte sembra quasi un tetto per proteggere la statua. Ognuno di questi teli è un trionfo di ricami, oro, gioielli, sete e broccati e quant'altro di splendido ci possa essere.
Le confraternite si sbizzariscono ogni anno nel cercare di stupire di più attraverso il manto della Vergine, che alla fine è un vero e proprio capolavoro di artigianato. Abitualmente per le strade di Siviglia si snodano processioni di sessantamila persone che recitano varie funzioni, mentre gli spettatori assiepati ai bordi delle vie principali raggiungono il milione durante la notte clou: tra il giovedì e il venerdì, quando le confraternite del Silenzio, del Gran Potere, del Calvario, dei Gitani, della Speranza di Triana e della Macarena intraprendono la loro processione verso la Cattedrale. Il percorso, ovvero la carrera oficial, parte da Plaza de la Campana e arriva alla splendida Cattedrale, dove viene realizzata la stazione della penitenza. Le processioni possono anche essere un'occasione per scoprire Siviglia: a cominciare dall'imponente Cattedrale terminata nel 1507, con la cappella dedicata a San Antonio, la Capilla Mayor con la pala d'altare più grande del mondo, le vetrate istoriate, la tomba di Cristoforo Colombo e il coro di 117 stalli intagliati in stile gotico. Da non perdere è la Giralda, la torre nord occidentale, alta 90 metri e costruita in mattoni tra il 1184 e il 1198 era il minareto dell'antica moschea che sorgeva in questi pressi.
La Giralda, con le sue proporzioni, i colori e le decorazioni è uno degli esempi più belli di architettura islamica in Europa, come il vicino Alcazar. Questo è un affascinante complesso più volte ampliato e rimaneggiato nei suoi undici secoli di esistenza. Splendido nei cortili, nei pati, nei palazzi con i mosaici, nei giardini. Un'oasi di storia e tranquillità nel caos della Settimana Santa. A Siviglia ci si può perdere tra i vicoli del Barrio de Santa Cruz, il quartiere medievale ebraico, ad est della Cattedrale, girovagare per le strade dello shopping intorno a Plaza De San Francisco, riposarsi nell'originale Plaza de España dove tra fontane e canaletti d'acqua si può ammirare una struttura semicircolare in mattoni e piastrelle che rappresenta l'arte ceramica di Siviglia e che sembra una sorta di "Bignami" delle città spagnole. Tutto questo si può fare magari gustandosi uno dei piatti tipici della Settimana Santa, a base di baccalà, o un dolce come le torrijas, sempre ascoltando come sottofondo gli immancabili canti tradizionali legati alle processioni.
Come arrivare
La compagnia aerea low cost Ryanair propone voli diretti da Bologna, Milano, Pisa e Roma. Con uno scalo su Madrid o Barcellona si può arrivare a Siviglia anche, ovviamente, con la compagnia di bandiera Iberia. Questa in Italia raggiunge Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Olbia, Palermo, Pisa, Roma, Torino, Venezia e Verona. Anche la connazionale Vueling unisce la città andalusa all'Italia con collegamenti diretti, volando su Roma e Venezia.
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