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ESSEN - La chiamano la Torre Eiffel della Ruhr, l’imponente torre d’acciaio, icona del passato industriale del distretto minerario tedesco e, prima ancora, gonfalone della Zollverein: la monumentale miniera degli anni Trenta alle porte di Essen, che nel 2001 l’Unesco ha dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità. È stato inaugurato qui, con la cerimonia d’apertura intitolata "Gluck Auf" (il tradizionale saluto fra i minatori tedeschi), l’anno che vede la Ruhr capitale europea della cultura 2010. È la prima volta che questo titolo viene assegnato a un’intera regione. Fino a pochi decenni fa, il bacino metropolitano della Germania nord-occidentale era famoso per le miniere di carbone, le cokerie e le acciaierie.
Oggi, grazie a una radicale trasformazione, gasometri e siti minerari sono stati trasformati in straordinari palcoscenici culturali e centri per l’arte contemporanea che costituiscono un insolito quanto affascinante panorama in bilico tra archeologia industriale e progetti urbanistici avveniristici, firmati da archistar come Norman Foster, Herzog & de Meuron, David Chipperfield, Alvaar Alto. È di Rem Koolhaas, per esempio, il modernissimo RuhrMuseum da poco inaugurato nell’ex padiglione della Zollverein dove un tempo veniva lavato il carbone: l'ex rampa di scivolo del silos è stata trasformata da Koolhas in una spettacolare scalinata illuminata da neon color rosso incandescente, che si arrampica per oltre 30 metri e porta alla sala museale che ospita una ricca documentazione sul passato della regione. Mentre è una realtà ormai consolidata già dal 1997 il Red Dot Design Museum che Norman Foster ha ricavato nell'edificio 7 del complesso minerario, quello che un tempo ospitava la caldaia: una cattedrale dell’industria, dove il simbolo della sacralità è costituito da un'auto sospesa come un dio pagano.
Nei pressi di Essen, a Oberhausen, città gemellata con la sarda Carbonia, si può ammirare un altro esempio di spazio industriale recuperato a centro espositivo e palcoscenico per installazioni e mostre di architettura: l'ex Gasometro. Edificato nel 1929, con i suoi 170 metri di altezza e un diametro di 68, è il più grande d'Europa e ospita numerosi eventi in ambito di Ruhr 2010. Nel corso dei prossimi mesi, le 53 località prescelte della regione saranno palcoscenico per circa 2.500 eventi. Fra le capitali della cultura, Duisburg è la città con il porto fluviale interno più grande al mondo: negli ultimi anni è stato recuperato a nuova vita da Sir Norman Foster con la creazione di centri residenziali, locali, gallerie. Proprio sul water front si affaccia il Museo d'arte moderna e contemporanea Kuppersmuhle: ricavato nell'ex silos e magazzino di stoccaggio di cereali, sarà ampliato su progetto degli architetti Herzog & de Meuron.
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