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Arrangiatore e interprete dei venti brani contenuti nell’album "Live in Blue Note Milano" dal 4 dicembre in tutti i negozi, Luca Jurman ha fatto sold out nel jazz club milanese. L'artista è anche l’inventore del Vocal Classic, innovativo metodo di insegnamento di canto che sarà pubblicato entro l’anno. Inizialmente affermatosi come vocalist di artisti nazionali e internazionali, nel 2001 Jurman diventa direttore e arrangiatore musicale del tour mondiale di Laura Pausini, ricevendo la nomination ai Latin Grammy Awards 2002 per la produzione vocale nel disco antologico "The best of Laura Pausini". La sua carriera si evidenzia anche nel settore pubblicitario come autore e interprete di oltre 300 jingles, nel teatro, dove ha curato la direzione musicale del musical "Grease" con Lorella Cuccarini, in qualità di supervisore artistico insieme ad Arturo Brachetti del musical "Peter Pan", di Maurizio Colombi e come attore nel film "Ricordati di me" di Gabriele Muccino. Ma la sua vera passione resterà sempre la musica, tanto che, dopo il primo lavoro di sole cover arrangiate in chiave soul pubblicato nel 2004, esce nel 2008 con l’album "Back to" che ne evidenzia la spiccata predilezione verso il genere R&B, soul e motown. Nel dicembre 2009 esce il terzo doppio cd live le cui venti tracce sono state registrate nel tempio milanese del jazz e pubblicate da Nar International. Latitudine X lo ha incontrato direttamente al Blue Note.
Come si prepara mentalmente un musicista quando deve intraprendere un viaggio?
Ho sempre una valigia pronta da sdoganare in un altro territorio, ma, se non si tratta di un viaggio di puro piacere, la scelta cade d’inverno in una località sciistica e d'estate in una località marittima, dove comunque posso sempre dedicarmi ad attività come lo snorkeling o il nuoto. Mentalmente mi preparo al riposo mentale più totale, prediligendo mete turistiche e poco frequentate perché desidero vivere il viaggio come un momento di stacco dal mio lavoro, che comporta sempre un’intensa attività sociale.
Hai scelto una meta di viaggio dedicata alla musica?
Ho scelto la Cina, molti anni fa non tanto per apprendere un nuovo territorio musicale ma per superare impatti emotivi ed emozionali. Volevo provare a vivere un'esperienza completamente in solitudine. Ho fatto tutto il percorso della Muraglia Cinese. Cercavo la mia essenza e i profumi della vita. È chiaro che da quel viaggio ne è scaturita anche un'esperienza che poi ho applicato alla musica. Ma si è trattato comunque di un percorso interiore. Come confronto musicale per ascoltare e conoscere una diversa realtà musicale ho scelto invece New York.
Cosa non dimentichi di mettere nella valigia?
Il computer. Dentro c'è la mia vita, artistica e personale.
Un musicista può trovare fonti di ispirazione viaggiando?
Assolutamente sì. Una delle più forti fonti ispirazioni per la mia creatività è la natura e le sensazioni che da questa scaturiscono. Sono necessari degli stimoli esterni per poter vivere queste emozioni e trasformarle in musica. Il viaggio ti porta sempre alla creazione di un qualcosa di nuovo.
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