7 gennaio 2010

Diari di viaggio, Magalli: le mie luci a New York


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Quella di essere un grande viaggiatore è una caratteristica poco nota di Giancarlo Magalli (nella foto con Adriana Volpe). E in effetti il Giancarlo nazionale è più famoso com uomo di spettacolo, anche dietro le quinte. Ha scritto infatti molto per il teatro e il cabaret e tra le sue opere si ricordano "Romoleide" e, in collaborazione con Pippo Franco, le commedie: "Il naso fuori casa", "Belli si nasce" ed "È stato un piacere", nelle quali ha anche recitato come coprotagonista. Come sceneggiatore cinematografico ha, tra gli altri, scritto i film: "La gatta da pelare", "Due strani papà", "L'incarico (The Assignment)" e "Yougottabekidding". È inoltre autore di molte trasmissioni televisive, a partire dal famoso "Non Stop", "Patatrac", "Pronto Raffaella", "Pronto, chi gioca?". Sono anche suoi i programmi: "Sotto le stelle", "Galassia 2", "Lady magic" e "Tutto compreso". Il conduttore ha tanti hobby, come quello dei computer e della tecnologia. Attualmente è tornato al timone di "I fatti vostri", la storica trasmissione di Michele Guardì su Raidue, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 13:00.

"Non ho un viaggio del cuore in particolare, dato che mi piace partire spesso. In alcuni luoghi vorrei ritornare, altri invece non mi attirano, come il Sudamerica, dove non sono mai stato. Amo molto gli Stati Uniti, li ho visitati almeno un'ottantina di volte, sono quaranta anni che ci vado almeno una volta l'anno. Soprattutto a New York, dove ho anche una casa. E' una metropoli che cambia in continuazione e ti affascina sempre, c'è qualcosa di nuovo da vedere ogni volta anche se uno la conosce. La prima volta si fa il turista e si visitano i soliti monumenti come la Statua della Libertà o l'Empire State Building; la seconda cominci a notare altre attrazioni. Ad esempio, quest'estate sono stato per la prima volta alla "Morgan Library", un posto di cui i turisti non sanno nemmeno l'esistenza, anzi a volte non lo sanno neppure i newyorkesi. E' una città talmente effervescente che c'è sempre una mostra o
una manifestazione diversa ogni volta che uno ci mette piede.

In questi anni l'ho vista cambiare: ci sono ristoranti e boutique che chiudono e altri che aprono, magari diventano trendy per un periodo e poi ne nascono altri. Attualmente il quartiere più alla moda è il "Meat Packing District", con le casette a schiera dei primi del secolo e i vecchi magazzini della carne. Anche se io trovo ancora molto vivo e interessante Soho. Ovviamente di tutte le volte che sono stato a NY quella che mi ha colpito di più è stata dopo l'11 settembre 2001. C'era un clima di mestizia, con i locali deserti, nessuno che faceva la coda nei ristoranti o nei negozi. E' stato triste, ma il sindaco dell'epoca Giuliani è stato bravo a risollevare la città. Anche se "Ground Zero" è rimasto un luogo spettrale e demoralizzante: ancora non ci hanno costruito niente, nonostante i progetti, e credo che ci vorrà molto tempo prima che rinasca".

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