21 ottobre 2009

Libano, il Paese dei cedri perduti


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E' uno dei Paesi più affascinanti del mondo e forse l'unico nella storia che ha tenuto il suo nome fin dai suoi albori: LIB NIN. Le interpretazioni sono varie, quella ufficiale si riferisce al Monte Libano e proviene dalla parola aramaica "laban" che significa "bianco come il latte". Un riferimento poetico alla neve che ricopriva le montagne e che sciogliendosi in primavera irrigava le vallate.
Per chi arriva dall'Occidente la capitale, Beirut, potrebbe apparire scioccante. Ci si ritrova nel traffico tipico del Medio Oriente, con le macchine che ingolfano le strade, talmente intasate che definirle caotiche potrebbe sembrare un eufemismo. Nonostante tutto ciò, nostante i rumori, e le macchine che strozzano le arterie stradali, ciò che colpisce maggiormente è una strana sensazione, che vi accompagnerà per tutto il viaggio. Un misto di frenesia e tristezza si insinua tra le pieghe dell'anima del viaggiatore mentre guarda attonito i libanesi che con l'incedere della vita quotidiana sembrano incarnare perfettamente il significato della parola araba inshallah che tradotto significa "se Dio vuole". La gente locale vive così: in modo frenetico e cerca di assaporare ogni attimo di vita, ogni respiro della giornata, perché "oggi ho tutto questo, domani non so".

I contrasti che animano la città sono tanti: grattacieli di vetro e cemento in stile Dubai che punteggiano la costa di Beirut inframezzata da locali di classe, e un attimo dopo, non appena girato un angolo, ci si trova di fronte alle case diroccate dai bombardamenti, crivellate di colpi, che rimango lì adagiate su se stesse, quasi a testimoniare la guerra come ferite aperte. Il Libano sta crescendo a una velocità incredibile, sotto tutti gli aspetti e in modo particolare nell’edilizia, tutto questo per attirare il ricco mercato dei paesi del Golfo nonostante, a oggi, si cerchi ancora una stabilità politica.

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Fare un viaggio in Libano vuol dire fare un viaggio nella storia: visitare la città più vecchia al mondo (o meglio l’insediamento divenuto poi città) di Byblos, arrivare fino a Baalbeck, uno dei più bei siti archeologici e meglio conservati del Medio Oriente e poi Tripoli con il suo castello, usato da tutti gli eserciti che si sono succeduti nei secoli e attualmente divenuto una caserma. Sidone con la sua fortezza dei Crociati sul mare e il famoso museo del sapone. E ancora, Tiro con i suoi siti sparsi per tutta la città e il colonnato che si affaccia sul mare, una meraviglia che lascia senza fiato se si pensa a tutto quello che è stato costruito (e anche distrutto) nei secoli.


Ma il Libano è altre tante cose, ad esempio quello forse poco conosciuto e allo stesso tempo più affascinante: il mondo sotterraneo fatto di bellissime caverne. Si chiamano le grotte di Jeita e sono in lista per diventare una delle meraviglie del mondo. Wadi Kadisha, una delle più belle e profonde valli del Paese, incastonata tra le rocce dove tra una piega e l'altra si celano alla vista bellissimi monasteri. La parte che forse lascia l’amaro in bocca è quando si arriva a Cedars, la famosa foresta di cedri, che purtroppo sta scomparendo. Oggi si cerca, attraverso un programma governativo, di ricreare un vivaio di questi alberi, che rappresentano l'emblema della nazione, tanto da comparire anche sulla bandiera. In questa pianta, che cresce molto lentamente, sembra celarsi la vera identità del Libano, il simbolo di un Paese che sta cercando in tutti i modi di risollevarsi, per dimenticare le distruzioni del passato e cercare di puntare in alto, come i grattacieli di Beirut.

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